Lettera del Presidente - Domenica delle Palme

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A conclusione di questa giornata per noi importante, Domenica delle Palme, mi sento in dovere di esprimere le emozioni che sono suscitate in me nel leggere le vostre testimonianze riguardo alla Sacra Rappresentazione dei Misteri Viventi di Buseto Palizzolo.
Oggi, 5 aprile 2020, sarebbe stata una giornata da ricordare per tutti i busetani: sarebbe stata la quarantesima edizione. Infatti, da 40 anni, il giorno della Domenica delle Palme suscita ogni anno le stesse emozioni nell’intera popolazione, emozioni che quest’anno però sono un po’ variate.
Nonostante ciò, i cittadini non si sono abbattuti davanti a qualcosa che tuttora appare più potente di noi. Molte persone hanno dimostrato la loro fede, esponendo un drappo, una croce, una candela fuori dalle proprie abitazioni. Infatti i busetani hanno dimostrato ancora una volta la loro laboriosità, la stessa che li caratterizza nei mesi precedenti ai Misteri.
La Sacra Rappresentazione è il frutto di mesi di lavoro, di notti in bianco, di riunioni frequenti, di incontri di formazione spirituale, di idee talvolta contrastanti, di dubbi, di tensioni che caratterizzano maggiormente i giorni antecedenti l’evento. Tutto, però, termina nella giornata della Domenica delle Palme con la partecipazione alla celebrazione eucaristica del mattino, e soprattutto con l’apertura del portone della Chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù, che sancisce l’avvio della Processione del Santissimo Crocifisso e dei Quadri Viventi.
Durante questa giornata ho letto molte testimonianze di fedeli legati a quest’evento culturale, oltre che religioso. Ho letto delle emozioni provate fin dal mattino in molti di voi, di ciò che prova ciascun partecipante a prescindere dall’importanza del ruolo che gli viene assegnato. A tutti noi oggi sono mancati gli odori tipici, quali quello dei ceri, dei gas di scarico dei trattori che a tratti sembra che rendano difficile respirare, e sono mancati anche i suoni caratteristici: il silenzio che caratterizza questo paese viene rotto dal suono armonioso delle bande, dal rumore dei trattori, dal chiacchierio della gente che si assiepa lungo le strade cittadine, dalle preghiere che accompagnano tutta la durata della Processione. A tutti noi sono mancati quei volti calati nelle loro parti, quegli sguardi di complicità e di conforto reciproco, la stanchezza e le sofferenze visibili in ogni partecipante, le lacrime e la commozione in ciascun cittadino, e non, al momento dell’arrivo a Buseto Centro, momento in cui ognuno può osservare tutti i Gruppi Statuari.
Pur fermi nelle nostre abitazioni, la mancanza di tutto ciò è stata colmata dalla preghiera tenutasi oggi pomeriggio dall’assistente ecclesiastico della Confraternita del Crocifisso. In una diretta Facebook, don Antonio, costatando che viviamo in un tempo eccezionale che ha travolto la nostra ordinarietà, ci ha invitati a vivere questo giorno in maniera straordinaria: a viverlo nell’amore vissuto come sacrificio; infatti il non vivere la quarantesima edizione è per noi un sacrificio che accogliamo con l’amore di Cristo.
Concludo ringraziando tutti coloro che oggi hanno vissuto questo momento di comunione. L’elevata partecipazione di fedeli ci ha dimostrato ancora una volta quanto i Misteri siano radicati nella cultura e nella tradizione del nostro paese.
In questa Settimana Santa ci avviamo a celebrare una Pasqua da vivere a casa, in famiglia; una Pasqua di condivisione, di fratellanza, di solidarietà, uniti nella preghiera con il nostro assistente ecclesiastico don Antonio e con il nostro parroco don Salvatore Camilleri.

 

Il Presidente 

Antonia Minaudo 

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